Vita II

Certo che gli esseri umani sono davvero buffi! Pensa solo a come si muovono: il loro corpo ad un certo punto si divide in due gambe che iniziano ad oscillare, addossandosi a turno il peso dell’insieme. Hanno una forma davvero strana, e la cosa più divertente è che alcuni esemplari si credono addirittura belli, mentre altri sono ignorati o insultati perché il loro aspetto è ritenuto sgradevole, o perché hanno un diverso colore di pelle, di occhi, di capelli. Ma come, non lo capite che un essere umano bello, con gli occhi giusti, i capelli giusti, la pelle giusta non esiste? Chi si ritiene bello è inevitabilmente un giullare, un buffone. E dov’è la vostra bellezza? E’ forse nei due peli che avete in testa e a cui dedicate tante cure e attenzioni? O forse nella forma ovale piuttosto che quadrata del vostro viso? No, no, la bellezza è oltre. E non parlo solo della bellezza dell’anima, sarebbe scontato. Parlo delle straordinarie potenzialità del nostro corpo. I tuoi occhi non sono belli per il loro colore, per la loro forma, o per come riflettono la luce: sono belli perché riflettono la magnificenza di ciò che possono vedere. Le tue mani non sono belle per le tue dita lunghe, o per le unghie perfette: sono belle, sono meravigliose, perché possono creare e toccare cose incantevoli, straordinarie. Rendiamoci conto che diamo peso ad aspetti di noi che sono ridicoli, inutili, e non valutiamo mai abbastanza ciò che davvero è importante.

Questa narrazione insegna che le cose spregiate tornano spesso più utili di quelle lodate.

Un cervo, dopo avere bevuto, rimase presso la fonte e nello specchio dell’acqua vide la sua immagine. E lì, mentre pieno di ammirazione lodava le corna ramose e criticava l’eccessiva sottigliezza delle zampe, atterrito dalle voci improvvise dei cacciatori, si mise a scappare per i campi e con rapida corsa sfuggì ai cani. Poi l’animale fu accolto dal bosco, dove le sue corna si impigliarono, e, così trattenuto, fu sbranato a poco a poco dai morsi feroci dei cani. Allora, sul punto di morire, dicono che abbia pronunciato queste parole: “Me infelice! Solo ora capisco quanto mi siano state utili le cose che disprezzavo, e quanto danno mi abbiano recato quelle che lodavo!”

(Fedro, Favole)

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Ansia III

Nothing echoes like an empty mailbox.

Niente fa eco come una casella postale vuota.

(Charlie Brown – Charles Monroe Schulz)

 

Departures

Mi hanno detto che arriva un momento nella vita in cui il presente diventa così diafano ed impalpabile che il tuo sguardo ci passa attraverso, e ti vedi già oltre. Sei già nel futuro. Vedi ciò che sarai, e ti piace. Ecco, questo è il momento di partire.

Resistenza all’Eternità

La vita è una malattia mortale. 

Piccioni

-Hanno già mangiato! Sono degli ingordi!

Risate.

Nella mia mente l’immagine di una mano enorme intenta a spargere briciole di pane sulla Terra. Non si cura di dove cadranno, di chi le prenderà. Forse qualcuno ha mangiato due volte e un altro invece non ha mangiato mai.

Ansia II

Credo che un po’ di Shakespeare sia un’ottimo farmaco per scacciare l’ansia. Come una vacanza con le amiche. Mi prendo una pausa dal pc. I miei nervi stanno definitivamente per saltare. Non posso reggere questa attesa un minuto di più. Ma a che serve scriverlo? Tanto, volente o nolente, la devo sopportare.

Tempo III

I did love you once.

Vi ho amata una volta.

(William Shakespeare, Amleto)

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