Italian cousine

Questa sera siamo andati in un ristorante “italiano”. E’ davvero strano. Qui tutti adorano la cucina italiana anche se, beh… non è esattamente italiana! Ho voluto assaggiare un po’ di tutto, così ho avanzato un sacco di cose (le porzioni sono enormi) che diventeranno il mio prossimo pranzo (sì, quando vado a scuola mi porto il pranzo da casa). Quindi, ecco a voi la mia cena di stasera:

– Pasta e fagioli – la pasta c’era e i fagioli pure, ma in più c’era carne, pomodoro, e una salsa davvero davvero piccante (in effetti avrei dovuto insospettirmi vedendo il colore rosso acceso della zuppa)

– Lasagne – buone, ma non erano lasagne! Il ragù era sostituito dalla passata di pomodoro e la besciamella era praticamente assente

– Fettuccini Alfredo – piatto italiano (?) praticamente sconosciuto in Italia, ma gli americani lo adorano! (anch’io, in effetti) E’ sostanzialmente pasta con una salsa di burro, formaggio e aglio (e forse qualche altro ingrediente che ora non ricordo)

– Pollo cucinato come una cotoletta con passata di pomodoro (pare che faccia molto italiano) e formaggio (mozzarella cheese, ma non è mozzarella)

 

Insomma, ho mangiato bene, e soprattutto è stata una fantastica esperienza. Ecco cosa pensano del cibo italiano in America!

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Back to school III

Oggi a scuola persone sconosciute mi salutavano. E’ assurdo, qui mi conoscono tutti. E’ qualcosa a cui non sono per niente abituata. C’è anche gente che mi ferma e mi chiede di parlare per sentire il mio accento. I primi giorni sono stata aiutata ad aprire il mio armadietto e a trovare le classi; qui sono tutti eccezionalmente disponibili. Nella mia scuola c’è un altro exchange student! Viene dalla Corea del Sud e si chiama… beh, non so scrivere il suo nome. Comunque non capisce molto l’inglese, poveretto. Penso che il coreano sia completamente diverso. Alle volte lo vedo aggirarsi sperduto per la scuola. Comunque anch’io dovevo sembrare molto confusa i primi giorni, perché qualcuno mi ha chiesto se ero una matricola (“freshman”). A proposito, la scuola superiore americana dura quattro anni e non cinque come in Italia, e gli studenti sono suddivisi come segue:

– I anno = Freshmen

– II anno = Sophomore

– III anno = Junior

– IV anno = Senior (io sono qui!)

Domani è il mio primo “late start”, ovvero entro alle 9 invece che alle 8. Che pacchia!

 

La chiesa

La cerimonia luterana è molto simile a quella cattolica, ma più lunga e meno formale. Domenica scorsa Phil mi ha presentata a tutti i “parrocchiani”, che mi hanno stretto la mano con frasi come: “Ti piace qui?” o “Benvenuta nella nostra chiesa!”. La gente è davvero allegra e cordiale. La religione è molto più sentita qui che non in Italia, e anche la comunità stessa è più stretta.Tutti si conoscono e si salutano prima e dopo la cerimonia, e sul giornalino della chiesa hanno addirittura le date di tutti i compleanni. 

In chiesa c’è anche una signora che sta studiando italiano perché ha dei parenti in Italia, e quando viene a trovarli non capisce una parola. Quindi ora verrà da me ogni mercoledì a fare pratica. E’ molto brava, considerando che l’italiano è molto difficile e che questa signora ha (non sto scherzando) 70 anni suonati.

Amish people and Drive-in experience

Mi accorgo, scrivendo tutti questi post, che sono qui solo da una settimana eppure ho già visto così tanto!

Sabato è venuto a farci visita un amico di Amanda proveniente da Chicago, e con lui siamo andati a visitare la zona dove abitano gli Amish. Amish è il nome di un gruppo religioso che vive senza utilizzare energia elettrica e si veste e si comporta come nell’Ottocento. Abbiamo visto molte carrozze trainate da cavalli e case dotate di camini ma non di antenna. Tutti gli uomini Amish vestono pantaloni scuri con bretelle che si incrociano dietro la schiena, una camicia bianca e una sorta di tuba; gli uomini sposati portano la barba lunga e quelli non sposati si radono il viso. Le donne indossano abiti lunghi fino ai piedi e cappelli di una strana foggia, fatti di stoffa con una piccola visiera sul davanti. Purtroppo però, niente fotografie: pare che pensino che la macchina fotografica possa in qualche modo rubare loro l’anima.

Tornati da questa fantastica visita, siamo andati in un drive-in! E’ stato davvero molto americano. Abbiamo parcheggiato l’auto davanti al maxi schermo e, dopo una pizza e qualche minuto d’attesa, ci siamo goduti un bel film all’aperto. Davvero incredibile.

Sweet Corn Festival

Venerdì sera siamo stati al Sweet Corn Festival della città di Urbana. Qui ogni città ha una festa caratteristica. In verità di mais (“corn”) ne abbiamo visto poco, ma in compenso abbiamo mangiato una strana torta-frittella gigante piena di zucchero a velo e uno Snicker (la barretta di cioccolato, per intenderci) fritto nel burro e a sua volta pieno di zucchero a velo. C’erano molti giochi da fiera, ma un po’ diversi dai nostri. Per esempio, ho visto un bambino cercare di reggersi in groppa a un toro di plastica che ondeggiava e si muoveva a strattoni guidato da un telecomando. Oppure che dire delle tute di gommapiuma da indossare per imitare un combattimento di sumo? Ho anche assistito al decollo di un elicottero a meno di 10 metri di distanza. Amazing!

Back to school II

Ed ecco i miei corsi! Niente di strano, in verità. Questi erano obbligatori:

– P.E.

– U.S. History II

– English IV

 

Questi invece li faccio per stare al passo con la scuola italiana:

– Algebra II

– Physics

– Biology I

 

E questi sono gli altri:

– Art Foundation

– Creative Writing

 

Ecco tutto. Ah, non vado a scuola il sabato. Rosicate, studenti italiani! (Malvagità a mille!)

Back to school

La scuola. Che dire? In molti mi avete chiesto se è davvero come nei film, e beh… la risposta è sì, è proprio come nei film! Solo che i tempi dei film sono dilatati, perché tra una lezione e l’altra ci sono solo 5 minuti, che personalmente devo usare per:

-trovare l’armadietto (ce ne sono più di 900 nella scuola)

-aprire l’armadietto (e qui devo aprire una lunga parentesi: non è facile come può sembrare. E’ difficile. E’ difficilissimo! Comunque ora ho capito come funziona. Più o meno)

-prendere i libri che servono e depositare quelli che non servono

-trovare la classe

-varie ed eventuali (andare in bagno, per esempio – non posso non andare mai in bagno dalle 7 di mattina alle 3 e mezza di pomeriggio!)

Questo in 5 minuti. Quindi non capisco come la gente nei film riesca a fare mille altre cose oltre quelle sopra elencate.

 

In ogni modo sì, la scuola è proprio come nei film. Ogni ora (40 minuti) cambiamo aula, i professori sono giovanili e gioviali (scusate il bisticcio), i libri sono enormi (ma tanto non li porto mai a casa), le lezioni sono facili (non per me che non capisco nulla, ma anch’io vedo che sono facili), le classi sono grandi e piene zeppe di materiale e al posto dei classici quaderni uso grandi folder colorati.

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