Buona Pasqua!

Buona Pasqua a tutti quelli che trovano il tempo e la pazienza di leggere le mie avventure americane. Grazie del sostegno!

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Art Attack III

Come al solito sono molto in ritardo nel riferire qualcosa che mi è successo, ormai, un mese fa. La mia insegnante di arte, Ms P., ha selezionato i disegni di 8 studenti (tra cui la sottoscritta) per partecipare ad una mostra sponsorizzata dall’Università di Champaign-Urbana. Sono stata naturalmente molto onorata, ma solo quando sono andata al ricevimento d’apertura della mostra ho capito quanto la stessa fosse seria. Alcuni dipinti erano davvero straordinari, e all’inaugurazione c’era un quartetto d’archi a suonare.

“Dormono sulla collina”

Mi rendo conto di avere molto altro da scrivere prima di questo post (se solo fossi una persona cronologicamente corretta), ma le emozioni di oggi sono sempre più vive di quelle di ieri, per cui ecco a voi la mia avventura più recente.

La giornata è iniziata molto bene: non ho dovuto andare a scuola perché due giorni fa abbiamo avuto una bufera di neve. Ho trascorso la mattinata su Skype™ e ho dedicato del tempo allo studio di Dante e del Purgatorio. Verso l’una, però, Phil mi avverte di avere una sorpresa. Così mi vesto e saliamo in macchina. Dopo una sosta per cambiare le gomme dell’auto e un paio d’ore di viaggio (del quale avevo ormai intuito la destinazione) intravedo un cartello con la scritta “Spoon River”. Avevo precedentemente appreso da una ricerca online che mi trovavo a poco più di due ore di distanza dai paesini di Lewistown e Petersburg, dove il poeta Edgar Lee Masters aveva vissuto e scritto l’Antologia di Spoon River, una raccolta di poesie che ho tra l’altro già citato su questo blog (https://milleseicentolibbre.wordpress.com/2012/05/22/george-gray-5/). La raccolta è diventata famosa in Italia anche dopo l’adattamento musicale operato da Fabrizio de André nell’album “Non al denaro, non all’amore né al cielo”. Così potete immaginare la mia emozione nel visitare i luoghi delle poesie e delle canzoni che mi hanno da sempre fatta innamorare.
Abbiamo visto il fiume Spoon (che ha effettivamente una forma a cucchiaio) e la casa e la tomba di Edgar Lee Masters.
E’ stata una bella giornata.

Sette mesi

Sette mesi. Davvero? Sette giorni, piuttosto. O sette anni. Ma non sette mesi!
So che la parte rimanente di questa avventura sarà la migliore, e da un lato non voglio che finisca. E’ stato un sogno, finora. Un sogno bellissimo.
Ancora 80 giorni.

Las Vegas!

Las Vegas è davvero la città dell’intrattenimento. Il centro è totalmente occupato da lussuosi hotel e casinò, ristoranti e moltissime cappelle dove sposarsi (!). Ci sono persone pagate per distribuire carte con fotografie di “escort” che cercano di ficcartele in mano. Quasi tutti gli hotel si ispirano ad un tema; per esempio, il Cesar’s palace a tema romano, il Venician a tema veneziano (con tanto di gondole all’interno e all’aperto), il Mirage che sembra un’oasi nel deserto, il Luxury a forma di piramide (con una sfinge all’entrata), il Treasure Island con uno spettacolo serale di pirati, il New York New York che ripropone scenari tipici della città (con statua della libertà) e il Paris che fa lo stesso per la città di Parigi ed è sormontato da una riproduzione della Torre Eiffel. Ce ne sono molti altri, ma credo di aver elencato i principali. Ogni hotel ha al suo interno un casinò e una serie di ristoranti e negozi e ciascuno di essi propone spettacoli di ogni tipo, gratuiti e a pagamento, per attirare i giocatori. Il tempo atmosferico è stato perfetto, sole e 15-20 °C.

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L’ultima sera siamo andati a cena al Venician, e abbiamo mangiato in questo ristorante la cui manager viene da Udine. Per la prima volta da Agosto ho potuto mangiare del prosciutto crudo (quanto mi mancava!). Inoltre (e questo ha davvero della straordinario) ho incontrato un gruppo di bergamaschi (per chi non lo sapesse, io sono di Brescia, per cui la cosa è stata quantomeno bizzarra). Dopo cena ci siamo anche concessi un gelato. 

Purtroppo il giorno seguente sono dovuta tornare, perché non posso saltare più di cinque giorni di scuola o non prenderò parte alla cerimonia di diploma. Quando sono atterrata a Chicago, stava nevicando. 

A Chicago ho incontrato Ryan, un amico di Amanda precedentemente citato, che mi ha portata in una panetteria italiana, dove ho mangiato una pizzetta (buona, ma non c’era il meraviglioso profumo delle panetterie italiane!). Dopo di che siamo andati in un ristorante greco che ci ha servito del formaggio flambé e infine a casa sua, dove Phil è venuto a prendermi. 

Queste gite sono come una droga: più ne fai, più ne diventi dipendente.

Hoover Dam & Death Valley

Il giorno successivo Amanda è andata a delle lezioni di fotografia (la scusa per la gita, insomma), mentre io sono andata con Tom and Jenean a visitare Hoover Dam e Death Valley.
Hoover Dam è sostanzialmente un’enorme diga (enorme enorme però!).

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Dopo una breve visita ci siamo rimessi in viaggio per raggiungere la Death Valley (la Valle della Morte), un deserto californiano che contiene il punto più basso negli Stati Uniti (86 metri sotto il livello del mare) e detiene il record per la temperatura più alta mai registrata (56.7 °C il 10 luglio 1913). In effetti faceva piuttosto caldo, ma un caldo piacevole e non soffocante. Il deserto è incredibile. Non c’è nulla, nulla. E per forza, direte voi, ma un conto è sentirselo dire, un altro è vederlo. I colori della roccia e quelli del cielo erano meravigliosi.
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Grand Canyon

La notte tra venerdì e sabato sono partita per Chicago con Amanda e due amici di famiglia, Tom e Jenean. Lì siamo saliti su un volo per Las Vegas. Appena arrivati abbiamo affittato un’auto e ci siamo imbarcati in un lungo viaggio per il Grand Canyon. Lungo la strada siamo stati sorpresi da un’abbondante nevicata, e quando siamo arrivati al campo nazionale la temperatura era piuttosto bassa. Amanda mi ha bendata e condotta davanti al Canyon. Non posso descrivere l’emozione che ho provato in quel momento. Il respiro si è fermato. Le lacrime mi sono salite agli occhi. Che meraviglia. Non ho mai visto nulla di simile. Dire che è incredibile non è sufficiente. E’ qualcosa di più. E’ mozzafiato, letteralmente. Una visione di paradiso e apocalisse allo stesso tempo. Il tramonto del vecchio mondo e l’alba di uno nuovo.

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