Automobile

Giorno VIII (07-04-13)

L’ultimo giorno della nostra avventura l’abbiamo trascorso in auto (con una pausa pranzo in West Virginia). Questa gita è probabilmente da eleggere a “settimana migliore dell’anno”. Ho visto e imparato moltissimo, e se le date e i dettagli potranno sfuggirmi col tempo, sono certa che ricorderò le persone e i luoghi per sempre.

Annunci

Washigton D.C. II

Giorno VII (06-04-13)

Il settimo giorno della nostra gita è iniziato con una visita al Cimitero Nazionale di Arlington, appena fuori da Washington D.C., dove sono seppelliti i soldati americani morti in guerra. Lì abbiamo assistito allo spettacolare cambio della guardia alla tomba dei soldati ignoti. Poi siamo rientrati in città, dove abbiamo visto i monumenti alle guerre in Corea e Vietnam e visitato gli Archivi (dove sono conservate le copie originali della Dichiarazione di Indipendenza e della costituzione e una Magna Charta di fine 1200)e il Museo Nazionale di Storia Americana. Per concludere la giornata siamo andati a cena in uno dei ristoranti preferiti di Amanda.
Washington D.C. era piuttosto affollata e le code erano spesso infinite ed insensate, ma il tempo era fantastico e la città bellissima; e certo non ci sono mancate cose da vedere!

ImageCimitero Nazionale di Arlington

Image

 i ciliegi in fiore

Washington D.C.

Giorno VI (05-04-13)

Il giorno seguente siamo partiti di mattina presto per raggiungere la nostra ultima tappa, Washington D.C. La città di trova in una sorta di territorio “neutro” (il “District of Columbia”), che non appartiene ad alcuno stato, e i suoi cittadini pagano le tasse ma non hanno alcuna rappresentazione in parlamento. Washington D.C., la capitale degli Stati Uniti d’America, ospita vari monumenti dedicati ad alcuni dei presidenti più influenti (ad esempio, Washington, Jefferson e Lincoln). Il clima era fantastico.
Ho visto la Casa Bianca (solo da lontano, dato che l’accesso è ormai vietato), la Capitale con le sedi delle due camere, e la biblioteca del Congresso. Quest’ultima è un marmoreo edificio dallo stile classico, nel quale però la sezione che contiene i libri è purtroppo riservata solo ai tesserati. Abbiamo però potuto vedere un paio di libri antichi, tra cui una delle Bibbie di Gutenberg (uno dei primi libri mai stampati). Nel pomeriggio abbiamo visitato il Bureau of Engraving and Printing, uno dei due stabilimenti dove vengono stampati i “verdoni”. Dopo aver visitato il Museo Internazionale della Spia siamo andati in hotel, dove abbiamo incontrato la mamma di Phil e suo marito, che ci hanno accompagnato nelle avventure del giorno seguente.

Image

la Casa Bianca

Image

la Capitale

Philadelphia

Dopo una lunga attesa piena di suspense (o forse no), eccomi di ritorno, a raccontare la seconda parte del mio viaggio durante le vacanze di Pasqua.

Giorno V (04-04-13)

Il quinto giorno è stata la volta di Philadelphia. Qui abbiamo visto la Liberty Bell, simbolo dell’indipendenza Americana, e Indipendence Hall, il luogo dove furono firmate la Dichiarazione d’Indipendenza, gli Articoli della Confederazione e la Costituzione Americana. La culla della democrazia moderna.
Abbiamo anche visto la casa di Edgar Allan Poe (che purtroppo era chiusa) e la strada che è stata abitata più a lungo senza interruzione negli Stati Uniti. Infine abbiamo visitato la casa di Betsy Ross, la donna che cucì clandestinamente la prima bandiera americana, la tomba di Benjamin Franklin, l’ufficio postale più vecchio del Paese e una stamperia dove abbiamo assistito ad una dimostrazione sui metodi di stampa all’epoca della rivoluzione. Per cena abbiamo mangiato il mitico “Philly”, un panino con roast beef, formaggio fuso e varie aggiunte, con un vecchio amico di Phil che vive nella zona.

sedia originale di George Washington

lo scranno originale di George Washington nella Indipendence Hall

Liberty Bell

la Liberty Bell 

(probabilmente l’unico dei miei scatti senza persone davanti)

Otto mesi

Già otto mesi sono passati. Il tempo mi scivola tra le dita, ma sento che nove o dieci mesi sono il tempo giusto, il momento giusto per tornare. Non dico però che il ritorno e il separarsi dalle persone care qui non sarà amaro. Grazie a tutti del vostro sostegno, non ce l’avrei mai fatta senza di voi, che da da vicino e anche da lontano mi siete stati accanto

Boston II

Giorno IV (03-04-13)

Il giorno seguente siamo rimasti nelle vicinanze di Boston a visitare altri luoghi interessanti. Nella mattinata ci siamo fermati a Salem, dove nel 1692 20 persone furono condannate a morte per stregoneria. Purtroppo il luogo è stato ampiamente commercializzato, e la storicità dell’insieme è un po’ andata persa.
Dopo di che ci siamo spostati a Lowell, città simbolo della rivoluzione industriale, dove abbiamo visitato un vecchio cotonificio che aveva la peculiarità di assumere donne in un’epoca in cui la maggior parte di loro era confinata ad una vita domestica.
Infine siamo andati a Lexington, dove fu combattuta la prima battaglia della rivoluzione Americana.

 il cimitero di Salem

Image

il cotonificio di Lowell

Image

 Lexington

Boston

Giorno III (02-04-13)

Il terzo giorno abbiamo visitato Boston, una città storica e probabilmente una delle mie tappe preferite di questo viaggio. Abbiamo esplorato la sede del governo dello stato del Massachussets e seguito il “Freedom Trail”, un percorso che attraversa la città conducendo a tutti i luoghi attinenti alla rivoluzione americana e all’indipendenza dalla Gran Bretagna. Il percorso è segnalato da una scia di mattoni rossi nella pavimentazione. Come parte del “Freedom Trail” abbiamo visto alcuni cimiteri dove sono sepolti personaggi celebri (presidenti ed eroi della rivoluzione), il sito dell Boston Massacre (dove i soldati inglesi fucilarono quattro civili) e i luoghi di ritrovo dove i ribelli organizzarono azioni come il cosiddetto Boston Tea Party.

Per non pagare la tassa sul tè imposta dalla Gran Bretagna, alcuni ribelli (i futuri americani) salirono su una nave carica di tè inglese ancorata nel porto di Boston (travestiti da Indiani d’America per spaventare la flotta) e ne rovesciarono il carico in mare in atto di protesta. Questa azione è spesso considerata la scintilla che diede l’avvio alla rivoluzione Americana. 

Abbiamo gettato del tè inglese nell’acqua nel punto dove accadde quest’atto rivoluzionario e abbiamo visitato l’interattivo Boston Tea Party Museum. Dopo aver visitato questi ed altri luoghi storici, quella stessa sera ho avuto l’opportunità di andare al lago di Walden e vedere le fondamenta della casa dove il poeta Henry David Thoreau visse per quasi due anni separato dalla società (https://milleseicentolibbre.wordpress.com/2012/05/20/why-ii-9-2/). Devo ammettere che la vista sul lago dal punto dove si trovava la casa non era niente male.

 

statua di Paul Revere, eroe della rivoluzione

Image

sito della casa nei boschi di Thoreau

Voci precedenti più vecchie