Come un sogno

Spesso mi sembra di essere sempre stata qui, di non essere mai partita per gli Stati Uniti; sembra che sia stato tutto un lungo sogno felice. Un sogno però; e come tutti i sogni non appartenente a questo mondo, ma ad una realtà parallela, soffice, dove i muri sono fatti di ovatta e le preoccupazioni, le malattie e la morte non esistono più. Una sorta di divertissement pascaliano.
Poi sono stata scagliata nuovamente nella realtà. Una realtà meravigliosa, piena di amici, allietata da una meravigliosa famiglia, ma così sorprendentemente REALE.

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Riunioni V

Nei giorni seguenti ho ricevuto una processione di amici e familiari. Sabato sono andata alla prima riunione scout dopo dieci mesi, e ad una festa di compleanno “all’italiana”. Giovedì e venerdì sono andata a scuola, e ho rivisto tutti i miei compagni di classe. In questi giorni ho anche mangiato all’italiana, con il tavolo apparecchiato e tutto; giovedì sono andata a mangiare pizza e gelato con la mia classe.
Ho avuto giornate pienissime, che sono culminate ieri sera con la festa di compleanno di mia sorella; ora mi aspettano giornate di relax e studio per gli esami che mia aspettano a settembre.

Voglio continuare ad aggiornare il blog; è un’esperienza gratificante e stimolante. Per cui vi terrò aggiornati su come questo anno all’estero ha cambiato la mia vita e influenzato il mio futuro.

Riunioni IV

Ho incontrato la mia famiglia all’aeroporto di New York. Le lacrime erano ancora copiose e spontanee. Mi mancheranno Amanda e Phil. Mi mancheranno da morire.
Fortunatamente l’intensità delle emozioni a cui ero sottoposta per via del mio ritorno in Italia mi ha aiutata a superare il momento. I voli sono durati parecchio.

Rientrata in Italia, ho notato subito alcune differenza, tra cui l’alta densità di popolazione e la ridotta dimensione delle strade. La temperatura, più elevata. Il fatto di sentir parlare italiano ovunque. Ma soprattutto, ripeto, la quantità di gente, ovunque.

Siamo subito andati a trovare mia nonna. E’ stato commovente, dopo tanti mesi. La mia famiglia mi è mancata molto. Nel pomeriggio sono venuti a trovarmi gli altri nonni e gli zii. Di sera le mie amiche scout. Ero distrutta, ma è stata una giornata indimenticabile e piena di emozioni. D’altronde, per cosa sono partita se non per andare alla ricerca di emozioni?

Departures IV

Ho scritto queste frasi in aroporto.

04-06-13
La data tanto temuta.
Sono partita queta mattina, ora sono a Chicago.
E’ stato tristissimo.
Ieri pensavo al significato latino della parola partire, separare.
La partenza è una separazione, una lacerazione, e, come tutte le lacerazioni, fa male.
Ma credo sia come un muscolo che, per essere allenato, deve essere sottoposto a frequenti microlacerazioni.
Forse ora il mio cuore crescerà più forte.
Forse ora crescerò da bambina a donna.
In ogni modo, al momento presente, la lacerazione fa solo male.

Pochi giorni

Gli ultimi giorni sono trascorsi in un’atmosfera ovattata, come se stessi vivendo in una dimensione parallela. Il mio ritorno imminenete mi era del tutto estraneo, eppure costantemente nei miei pensieri. Poi, come in un sogno, il momento è arrivato.

 

American wedding III

Giovedì sera siamo partiti per l’Indiana, dove si trova la ditta per cui lavora Amanda. Mente lei era al lavoro, io e Phil abbiamo fatto una passeggiata in una palude piena di zanzare e giocato a mini golf finché non è iniziato il diluvio universale. Poi siamo andati a prendere Amanda, siamo andati a cena e io e Phil siamo andati al cinema (Amanda era troppo stanca).

La mattina seguente (il mio compleanno) siamo andati in Ohio, dove Amanda doveva fotografare il matrimonio della figlia di un pastore amico di Phil. La domenica Phil si è preso cura dei servizi al suo posto. Poi siamo tornati a casa.

Relax

I tre giorni successivi sono stati molto rilassanti. Li ho trascorsi decorando album di fotografie e guardando un buon numero di film.

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