Esame

Sì, so che di certe cose sarebbe meglio non parlare mai. Ma, a onor del vero, devo raccontare, come parte della mia esperienza americana, che a fine agosto sosterrò un esame integrativo per essere ammessa in terza liceo classico (quinta superiore).
Naturalmente sarà solo un esame pro forma, dato che essendo ufficialmente promossa della scuola americana l’esame servirà solamente ad assegnare i crediti per l’esame finale. Tenete le dita incrociate!

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Scuse multiple III

Penso che questo sia stato il periodo più lungo mai trascorso senza che io aggiornassi il blog dal giorno della sua fondazione. Sembrerebbe quasi che io non abbia nulla da dire. Come se dieci mesi d’America non fossero serviti a nulla! E invece sono serviti, eccome. Mi hanno aiutata ad apprezzare le mille piccole meraviglie del quotidiano che prima non avevo mai preso in considerazione, proprio perché parevano scontate e naturali.
Ora sorrido alla vista delle colline, che tanto mi erano mancate in Illinois, e mi emoziono nel profondo alla vista di un castello o di una qualunque costruzione che abbia più di un centinaio d’anni, compresa la chiesa della mia parrocchia, davanti alla quale avevo sempre storto il naso come con cosa di poco conto e che adesso mi sembra un tesoro inapprezzato. 
O il gustare, tutti seduti a tavola, un vero pasto italiano. Oh, la mozzarella! Che meraviglia ritrovata!
E il piacere di parlare di nuovo la mia lingua, una lingua dai toni chiari e brillanti, della quale è una delizia assaporare ogni giorno il gusto zuccherino. 
Finalmente studiare il Risorgimento ha per me un senso.
In questi due mesi scarsi da quando sono tornata ho riscoperto quell’orgoglio, pavido e celato, ma pur sempre presente, di essere italiana.

Linguaggio

Qualche settimana fa, ad una festa, ho incontrato un ragazzo americano. Si godeva la libertà italiana bevendosi una birra, piacere proibito ai minori di 21 nella sua terra d’origine.
Era una persona che con tutta probabilità non avrei mai notato in altre circostanze, ma lì, in quel luogo, in quel momento, era come un abitante di un altro pianeta atterrato per una visita sulla terra. Un pianeta di cui io, guarda caso,  conoscevo la lingua.
Devo dire che parlare in inglese mi ha dapprima scioccata, ma ha poi fatto rinascere in me la fiducia nel fatto che non dimenticherò così in fretta l’inglese.
Insomma, è stata una bella chiacchierata.

Un mese III

Un mese fa sono arrivata di nuovo in Italia. Se lo dico in questo modo non ha alcun senso.

Un mese fa ero in America. Questo fa molto più effetto.

Casa

Ho sentito altri ex exchange students come me dire che l’Italia sta loro stretta, che rimpiangono lo stile di vita americano o le opportunità che avevano laggiù.

Sinceramente mi trovo a non essere d’accordo.
Non mi manca l’America, mi mancano gli americani. L’Italia, con tutte le sue glorie (e le sue vergogne) è, e sempre sarà, il mio Paese. Forse gli Stati Uniti mi hanno insegnato il patriottismo.
O forse, più semplicemente, queste sono le mie abitudini, i miei orari, i miei vizi. I panorami a cui sono abituata. I cibi, la lingua, la cultura. Questi sono i miei affetti, questo è il mio cuore. È casa mia.

Nostalgia

Sono sempre stata una persona nostalgica. Tutti, un po’, lo siamo. Io mi trovo solamente ad avere qualcosa (e qualcuno) da rimpiangere davvero.