Verità

Perseguitate con la verità i vostri persecutori. E poi che non potete opprimerli, mentre vivono, co’ pugnali, opprimeteli almeno con l’obbrobrio per tutti i secoli futuri.

(Ugo Foscolo, Ultime lettere di Iacopo Ortis)

Annunci

Principesse

A volte, se mi annoio, in un luogo affollato, mi guardo attorno e mi diverto a immaginare la personalità della gente.
Sembra incredibile ma quell’uomo distinto ed elegante, ad esempio, ha un nonsochè di volgare nello sguardo, e nel modo di camminare; c’è qualcosa di straordinariamente immorale nel suo atteggiamento.
Quel giovane, invece, cammina spedito e a testa alta, ma senza arroganza; deve essere uno che non si arrende.
E quella donna, quella donna appesantita dagli anni e dai chili di troppo, scommetto che anche lei, anni fa – prima che la realtà la colpisse con l’arma della disillusione – che anche lei anni fa sognasse di essere la principessa Aurora e non attendesse altro che il bacio del suo Filippo.

Blogger da treno

Da quando è iniziata la scuola non ho più tempo di fare nulla. Neppure di finire di leggere i fratelli Karamazov, il che mi infastidisce parecchio.
Mi vengono in mente i signori grigi nel film d’animazione di Momo ispirato all’omonimo romanzo di Ende (se non l’avete visto ve lo consiglio di cuore).
In ogni modo, dicevo, non ho più tempo, ma ho ancora voglia di scrivere. Così eccomi trasformata in una blogger da treno. Ed ecco che elimino i tempi morti di ritorno da scuola!

Un piccolo miracolo

Domenica mattina, sul lago d’Iseo, centinaia di atleti hanno affrontato la Maratona dell’Acqua, neonata gara di cosa tra le province di Brescia e Bergamo. Io ero lì con il mio gruppo scout a “fare la bandierina” indicando ai maratoneti la direzione da seguire.

Questo l’antefatto di un evento che ha riempito il mio cuore di un turbamento misto a gioia e i miei occhi di lacrime subito inghiottite.
Verso la metà della gara ho visto sopraggiungere un gruppo di corridori che indossavano magliette identiche con la scritta “Alessandro” sul petto.
Uno di loro, al centro del gruppo,  spingeva una sorta di portantina in cui sedeva un uomo paraplegico.

Non so descrivere la confusione di pensieri ed emozioni che hanno affollato il mio orizzonte in quel momento. Questo uomini correvano trasportando un loro amico, un loro compagno, dimostrando una dedizione ed un impegno che sfioravano l’incredibile e che credevo al di là della bontà che so essere intrinseca alla natura umana. Ho visto, o forse ho voluto vedere, in questo accadimento un piccolo miracolo di solidarietà umana.
Ho visto come potremmo essere; ho visto, in quel momento, la faccia migliore dell’umanità.

Mentre correvano via dalla mia postazione, ho notato una frase sul retro delle loro magliette: “La vita è la cosa più bella che mi è rimasta”.

Judy in visita IV

Martedì mattina, dopo una colazione al bar a base di cappuccio e brioche, siamo partite per il lago di Garda. Purtroppo, a causa del traffico dovuto ad un incidente sull’autostrada, abbiano prorio trascorrere poco tempo a Sirmione e ancor meno a Verona, la nostra tappa successiva, dove Judy e Kathy, stanche del viaggio, si sono solo sedute a pranzo. Nel frattempo io, mia mamma e D. abbiamo visto l’Arena e la casa di Giulietta.

I tempo erano stretti perché le nostre ospiti americane avevano un treno da prendere nel pomeriggio per tornare dai parenti di Judy.

Così è finita la nostra breve avventura da bed & breakfast.
Anche se, a dirla tutta, Judy se n’è andata con una promessa: “L’anno prossimo, due settimane!”.
Non vedo l’ora, Judy!

Judy in visita III

Nel pomeriggio siano andate a Bergamo alta, dove Judy, Kathy e D. hanno apprezzato i negozi e la vista dalla funicolare (sulla quale, tra l’altro, abbiamo incontrato due americani di Seattle).

Per cena avevamo pensato di portare le nostre ospiti ad un ristorante da cui si potesse ammirare il lago d’Iseo. Purtroppo, la strada era pensa di curve, e le americane, essendo abituate alle strade perfettamente rettilinee del Midwest, ne hanno sofferto parecchio. La serata, a causa della stanchezza generale, si è conclusa presto e siamo andate a dormire, recuperando le forze per la giornata successiva.

Judy in visita II

Lunedì mattina abbiamo organizzato una sorpresa per le nostre amiche americane: le abbiamo portate a visitare una cantina in Franciacorta.
Inutile dire che erano estasiate, soprattutto dopo la degustazione finale (devo ammettere di aver apprezzato io stessa). Ho conosciuto una coppia di americani che facevano il tour con noi e che mi hanno inviata a visitare San Francisco. Sono rimasta piacevolmente stupita da quanto vicino a noi si possa scoprire l’internazionalità e conoscere l’altro.

Dopo la visita siamo tornate a casa, dove i miei nonni ci attendevano con un pranzo tipico bresciano a base di arrosto, uccellini e polenta.
Credo che, malgrado i problemi di comunicazione, sia le americane che i miei nonni si siano divertirti e abbiano scoperto qualcosa di nuovo.

Voci precedenti più vecchie