2013 in review

The WordPress.com stats helper monkeys prepared a 2013 annual report for this blog.

Here’s an excerpt:

The concert hall at the Sydney Opera House holds 2,700 people. This blog was viewed about 11,000 times in 2013. If it were a concert at Sydney Opera House, it would take about 4 sold-out performances for that many people to see it.

Click here to see the complete report.

9. La bellezza

(https://milleseicentolibbre.wordpress.com/category/cose-per-cui-essere-felice/)

“La bellezza salverà il mondo!” andava dicendo quel meraviglioso genio che è l’idiota di Dostoevskij. La bellezza rende la vita sopportabile; talvolta la trasforma addirittura in un’opera d’arte.

Buon Natale! II

Buon Natale di cuore a tutti i miei amici in giro per il mondo. Per l’occasione ripeterò il messaggio in inglese.

A heartfelt merry Christmas to all my friends all over the world.

8. I veri amici

(https://milleseicentolibbre.wordpress.com/category/cose-per-cui-essere-felice/)

Auguro a tutti la fortuna di incontrarne un paio, nel corso della vita. Sono ancore in un mare agitato.

Young V

Dedicato a voi che credete che un giovane sia più sereno perché ha meno preoccupazioni. A voi che credete che solamente essere adulti significhi avere tutte le responsabilità di questo mondo e doversela cavare sempre da soli. A tutti voi che ci credete così spensierati, io rispondo che abbiamo invece mille paure.
Abbiamo paura di non trovare un lavoro.
Abbiamo paura di non aver il tempo o le risorse per realizzare i nostri sogni.
Abbiamo paura di perdere delle occasioni.
Abbiamo paura di fare scelte sbagliate.
Abbiamo paura di essere solo uno tra tanti.
Abbiamo paura di non lasciare un segno.
Abbiamo paura di non riuscire a cambiare il mondo.
Abbiamo paura di non aver capito niente.
Abbiamo paura di non trovare la nostra strada nella vita.
Abbiamo paura di deludervi, di non essere all’altezza delle vostre aspettative.
Abbiamo paura di non essere migliori di voi.
Abbiamo paura di essere peggiori di voi.
Abbiamo paura che la nostra vita non abbia un senso.
Abbiamo paura di non essere felici.
Abbiamo paura di non trovare l’amore.
Abbiamo paura, anzi, siamo invasi dal terrore del fallimento.
Abbiamo paura perché ogni giorno siamo costretti ad affrontare l’incertezza di un futuro che non ci appartiene ancora, ma che ci precipita addosso. Un futuro di cui non sappiamo assolutamente niente.

Commonplaces

My life is spent in one long effort to escape from the commonplaces of existence.

La mia vita è spesa in un lungo sforzo di sfuggire ai luoghi comuni dell’esistenza.

(Arthur Conan Doyle, Le avventure di Sherlock Holmes)

7. La famiglia

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La famiglia è il tuo primo contatto con la realtà. La tua prima esperienza relazionale-affettiva. Ciò da cui parti e ciò a cui arrivi, alla fine.
La famiglia ti conosce fin dentro alla tua anima e ama (o, il più delle volte, impara a sopportare) ogni briciola di te. E non è questo eterno amarsi e sopportarsi la felicità?

Apologia del tempo perso

Non c’è nulla di più soddisfacente di perdere tempo, una volta tanto.
Ma non c’è nulla di più difficile. Non è solamente un’effettiva mancanza di tempo da perdere, ma soprattutto la mentalità occidentale, che ci trasciniamo dalla notte dei tempi, ad impedirci di perdere tempo. Già Seneca metteva in guardia l’uomo dal perdere tempo o dal farselo sottrarre dagli altri, che non sono poi in grado di restituirlo. “Solo il tempo è nostro”, per cui evitiamo di sprecare l’unico bene che possediamo. Logicamente ineccepibile.
Mi trovo tuttavia nella posizione di contraddire, per una volta, le parole del grande filosofo.
Ritengo fermamente che perdere tempo, qualche volta, non sia solo salutare, ma addirittura naturale. Mi spiego meglio.
Gli animali, dopo aver provveduto alla soddisfazione dei bisogni primari, sono istintivamente portati a “perdere tempo”. Se avete mai avuto un animale domestico, sapete esattamente di cosa sto parlando.
Noi uomini, invece, abbiamo così tanti bisogni che, per soddisfarli tutti, le 24 ore di cui è composta una giornata sono a malapena sufficienti: vogliamo informarci, muoverci, acquistare l’ultimo modello di ogni cosa. Vogliamo, insomma, essere attivi, ad ogni costo. Tante volte non conserviamo neppure del tempo per pensare a noi stessi, o semplicemente per non fare niente.
Ci tornano in mente i Signori Grigi di Momo, nei quali Michael Ende aveva personificato la mentalità che ruba all’uomo ogni briciola del suo tempo. “Non ho tempo! Non ho più tempo!”, sono frasi che ci suonano tristemente familiari. E, anche volendo, non riusciamo a goderci il tempo che perdiamo. Se non facciamo nulla ci assalgono i sensi di colpa. Non siamo efficienti, non siamo produttivi. Non stiamo mettendo a frutto il nostro tempo.
Ma, mi chiedo, è così necessario ottenere sempre qualcosa dal nostro tempo? Riusciremo mai ad essere così flessibili da accettare che in un determinato momento possiamo non produrre nulla?
Non dico non produrre nulla di utile – Wilde mi risponderebbe che è ciò che fa ogni artista.
Dico proprio non produrre nulla – né oggetti, né conoscenza, né benessere fisico o spirituale.
Così, se avete scoperto qualcosa leggendo questo articolo, vi ringrazio per avermi dedicato il vostro tempo. E, se non avete imparato nulla, vi ringrazio lo stesso: grazie per aver perso due minuti del vostro tempo, spero senza sensi di colpa.

6. Il tuo dolce preferito in compagnia di un buon libro, uno di quelli che ti faccia piangere, alla fine

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È così che immagino il paradiso. Gelato e crème brûlée e tanti tanti libri. Libri emozionanti, avventurosi, magnifici, che non possono lasciarti indifferente. E se piangi, alla fine, è soprattutto perché quando volti pagina ne trovi solo una bianca ad attenderti.

York II

York ( https://milleseicentolibbre.wordpress.com/2013/12/05/york/) mi ha scritto chiedendomi informazioni su Phil e Amanda. È stato singolarmente gentile. Ora mi sento in colpa per essere stata così gelosa. Sono genuinamente contenta per lui: vivrà un’avventura straordinaria.

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