47. Gli alberi

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Gli alberi mi danno un certo senso di pace, di armonia che non so spiegare a parole. Hanno un fascino misterioso, forse perché parlano un linguaggio che non posso capire e perché hanno radici che a volte scendono sino ad abbracciare il cuore del mondo.

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Not all who wander are lost

Not all who wander are lost – scrive J.R.R. Tolkien ne Il Signore degli Anelli. La traduzione è molto controversa. Quella ufficiale recita: “né gli erranti sono perduti”, ma la rete offre un numero spropositato di alternative. Tralasciando la filologia, il significato che personalmente attribuisco a questa frase è questo: non tutti coloro che non sanno dove andare, non tutti coloro che vagano, si sono persi. Forse noi non siamo totalmente in controllo della direzione in cui porta la nostra strada, ma non per questo siamo perduti. Ci siamo buttati, abbiamo sperato, e forse abbiamo anche trovato il sentiero giusto.

Da settembre sono una matricola di Medicina e Chirurgia all’Alma Mater di Bologna. Contrariamente a molti dei miei compagni di corso, non ho sempre avuto il sogno di fare il dottore. Non ho genitori medici che mi hanno già educato al mestiere, e non ho un’immagine precisa (anzi, neppure una sfocata) di come sarò tra dieci, vent’anni. Semplicemente ho avuto un’inclinazione, una conferma da parte di affidabilissimi “segni del destino” e poi mi sono buttata. Un salto nel vuoto, è vero, ma da un gradino non più alto di quello da cui si sono buttati quelli che da sempre sanno chi saranno, o per lo meno chi vogliono essere. Alla fine l’Università (ma più in generale tutti i grandi passi e le scelte della vita) resta un’incognita anche per chi crede di conoscerla già. Anche per chi crede di sapere già chi diventerà, e per chi forse davvero lo sa.

Devo dire che Medicina mi piace molto. Questo non fa che confermare quanto ho scritto prima. Io non so dove andrò, chi diventerò, ma non per questo ho perso la strada: la seguo, e continuo a camminare. Vivo la strada non studiando la mappa in anticipo, ma gustandola passo dopo passo. Non sarò certo delusa dalla destinazione, qualunque essa sia, dopo un viaggio così bello.

46. L’amaca

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L’amaca è un po’ il simbolo di tutti quei momenti oziosi, senza pensieri che sono davvero felici. Per non parlar del fatto che è tremendamente confortevole.

45. Tisane aromatiche

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Le tisane sono quel qualcosa di completamente inutile che però può aiutare a vedere la propria giornata in modo diverso. Forse proprio perché sono qualcosa di inutile cui dobbiamo dedicare tempo.
Se ci pensiamo bene, ci accorgiamo che quel tempo, che pare dedicato a qualcosa di inutile, è in realtà dedicato a noi stessi. È un tempo rubato alla giornata e conservato in una tazza fumante di felicità.

44. La copertina e il divano

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Inizia a fare freschino, e divano e copertina la sera sono un binomio inscindibile che assicura una piccola ma luminosa felicità domestica.