Some things never change…

 Oggi volevo solo condividere questa fotografia che mi è capitata sotto gli occhi. È stata pubblicata dalla pagina Facebook History in Pictures (che vi consiglio di seguire, tra l’altro).La didascalia recita: “​Teen party in Tulsa, OK, circa 1947. Photograph by Nina Leen.

Riporto il commento di un utente a proposito di questa fotografia, perché è stato il primo dettaglio che anch’io ho notato guardandola: 

I love the way the girl in the bottom right is looking at the guy.  Some things never change . . .“.

Ed è questo il mio augurio per il 2017: che, mentre tante cose le vorremmo cambiare (e davvero spero che alcune cambino), spero anche che ce ne siano altre che non cambiano mai.

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Tempo di scelte

La libertà è faticosa.
Faticosa perché ci costringe innanzitutto ad agire responsabilmente, a scegliere con cura ciò che facciamo. Perché ciò che facciamo definisce chi siamo, e nessuno vorrebbe essere peggiore di sé stesso.
Ma scegliere con cura costa; in termini di tempo, certamente, come anche in termini di energia, e c’è poi il rischio di sovraccaricarsi di stress ed ansie che ci appaiono evitabili.

E non è tutto: scegliere con cura significa anche assumersi la responsabilità delle proprie scelte, delle conseguenze e degli impatti che queste avranno su noi e sugli altri. Bisogna cercare di prevedere i possibili esiti.

Ci si rende conto che, nella vita, raramente dobbiamo scegliere tra due o più alternative di cui una sia perfetta, chiaramente giusta. Solitamente dobbiamo accontentarci di fare un conteggio di rischi e benefici, per poi valutare, al meglio delle nostre possibilità, quale sia la migliore. In queste situazioni, è importante sapere che la propria decisione non è perfetta, e di conseguenza divenirne responsabili.

La libertà è faticosa. A volte nemmeno mi stupisco se preferiamo essere schiavi. È più semplice, dopo tutto. Non ti devi preoccupare di niente, qualcun altro ci penserà per te, prenderà la decisione al tuo posto. Non devi fare lo sforzo di informarti da fonti spesso incerte, di immaginarti tutte le possibili conseguenze. Non devi neanche prenderti alcuna responsabilità. Non ti devi schierare.  Nessuno ti giudicherà.

Ma io, in fondo, penso che noi non siamo poi creature tanto meschine. Che qualche volta, al destino nostro e altrui ci pensiamo. Che è vero che la libertà è fatica e responsabilità, ma è anche orgoglio e forza, indipendenza, vita. E allora non lasciamoci trascinare dalla corrente: afferriamo un remo e scegliamo noi che direzione seguire: prendiamo una decisione, e che sia la migliore possibile.

Pioggia

Pensieri di qualche settimana fa.

Sto tornando da lezione con la mia fedele bicicletta rosa. Dovrei darle un nome.
Sono stanca e non vedo l’ora di essere a casa; è uno di quei momenti in cui vorrei che qualcuno avesse inventato il teletrasporto. Inizia a piovere, quelle goccioline sottili sottili che neanche si vedono – sono le peggiori, perché alla fine sei comunque inzuppato come un biscottino. Maledico tra me e me l’acqua che mi arriva addosso di traverso e, proprio mentre parcheggio imbronciata la bicicletta, mi passano di fianco due nonnine, due di quelle belle vecchine bolognesi adornate da un casco di ricci bianchi. Una dice all’altra: “Che bell’acqua! È la benedizione degli angeli”. L’altra annuisce serena.
Inutile dire che ho dovuto cambiare idea sulla pioggia.