Cammino di Santiago II

Iniziando il cammino, Bianca aveva proposto di fare gli ultimi metri fino all’ingresso di Santiago correndo.
Non l’abbiamo fatto. E non per la stanchezza, che non era poi terribile come temevo, né per un qualche motivo fisico, ma semplicemente perché noi, a Santiago, non volevamo arrivare.
Mi spiego meglio. Certo che ci volevamo arrivare: è importante, sulla strada, avere un obiettivo; ma volevamo che il cammino in sé durasse il più a lungo possibile, che nessun passo dovesse essere l’ultimo. Volevamo un traguardo che fosse come i piedi dell’arcobaleno: un traguardo che si spostasse ogni volta che tentavamo di raggiungerlo. Volevamo non arrivare mai, perché arrivare avrebbe significato la fine di un’avventura stupenda, e perché il cammino, con il suo stile di vita e le sue abitudini, in sole due settimane era entrato a far parte della nostra routine, ci si era introdotto nei pori della pelle, tra i capelli e persino sotto le unghie. Svegliarmi la mattina e dover pensare solo a camminare è davvero qualcosa che non avevo mai provato. Ed è incredibile quanto sembri naturale, una volta che si è entrati nello spirito giusto.
Era anche l’abitudine all’internazionalità, per così dire, che non volevamo perdere. Ogni giorno incontravamo americani, messicani, sud coreani, italiani, francesi, spagnoli, svedesi, danesi, tedeschi, australiani, sudafricani e condividevamo con loro tratti di strada, in una profusione di frasi scambiate in un inglese spesso sgangherato e dagli accenti più strani.

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Vacanze

Le vacanze (credo sia abbastanza normale) mi fanno perdere la concezione del tempo. E così mi sono accorta che è passato più di un mese da quando sono partita per il cammino di Santiago e io non ho ancora rispettato la mia promessa di raccontarvi qualcosa. Tra l’altro, sono appena tornata in Spagna, questa volta per una vacanza di famiglia a Minorca, e naturalmente ho lasciato a casa il mio quadernino di appunti sul cammino. A breve, quindi, arriverà un post, ma rimando nuovamente una spiegazione un po’ più dettagliata, più “tecnica”, se vogliamo, a data da definirsi.